Federico Fellini 100

 

di Alain Chivilò

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Federico Fellini 100 … o quasi

 

Se abbandonassimo il contemporaneo ordine cronologico degli accadimenti per un cinematografico flashback, concentrandosi nell’Italia d’un tempo dai costumi e usi variegati, vengono alla luce diversi ricordi che, nell’immaginario collettivo, spesso s’identificano nel realismo del cinema. In questo settore artistico uno tra i personaggi che ha testimoniato liricamente la società italiana del dopoguerra è stato Federico Fellini (Rimini 20/1/1920 – Roma 31/10/1993). Da questo presupposto, la Città di Padova, alla quasi vigilia del centenario dalla nascita, organizza un’esposizione tributo al regista, sceneggiatore, produttore, attore e intellettuale romagnolo. Fino al primo settembre 2019 la mostra “Verso il centenario. Federico Fellini 1920-2020” testimonia e celebra, come primo evento nazionale, il percorso dell’eclettica figura conosciuta in tutto il mondo. Al riguardo, Martin Scorsese, regista statunitense naturalizzato italiano, durante un’intervista per il quotidiano Repubblica sei anni fa lo definì “maestro”, indicando come “pochi registi hanno allargato il nostro modo di vedere e cambiato il modo di sperimentare questa forma d’arte”. Già da una semplice biografia si evidenzia come tra il 1950 e il 1990 la filmografia di Fellini è composta da ventiquattro titoli con regie di film iconici quali “I vitelloni” 1953, “La strada” 1954, “La dolce vita” 1960, “8 1/2” 1963, “Fellini Satyricon” 1969, “Amarcord” 1973, “Il Casanova di Federico Fellini” 1976, “Ginger e Fred” 1986, senza dimenticare dodici premi Oscar e due Festival di Cannes. Un palmares unico che, nella sua parzialità, non basta da solo a definire la versatilità di un maestro che ha intervallato nei suoi film ironia, comicità, realtà, dramma, poesia, intimità e introspezione psicologica. Entrare in una figura così articolata non è facile, ma la mostra patavina dedicata a Federico Fellini, presso la sede dei Musei Civici agli Eremitani, indaga in modo puntuale e interdisciplinare un vasto repertorio suddiviso tra fotografie, manifesti originali, oggetti di scena, copioni, costumi, lettere, contratti, disegni e bozzetti. Il titolo “Verso il centenario”, al di la di logiche organizzative, sottintende in questa anticipazione quella frase tipicamente romagnola che, in “a m’arcord” (mi ricordo), ci rammenta come la memoria storica debba essere sempre tenuta accesa al fine di codificare istanti di vita per una società spesso tesa al vacuo divenire.

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Federico Fellini by Elisabetta Catalano, Archivio Elisabetta Catalano

 

Foto scattata sul set del film Amarcord, 1973, Archivio Centrale dello Stato, Fondo Civirani

 

Federico Fellini sul set di Satirycon, 1969, Archivio Centrale dello Stato, Fondo Civirani