Fondazione Querini Stampalia Pericle, Opalka e Sartori

 

di Alain Chivilò

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Fondazione Querini Stampalia: Pericle, Opalka e Sartori

 

La Fondazione Querini Stampalia si è sempre contraddistinta, soprattutto nel periodo della Biennale di Venezia, in esposizioni atte a dialogare con l’architettura e le storiche sale. L’edizione del 2019, fino al 24 novembre, vede in programmazione la bipersonale Roman Opalka / Mariateresa Sartori “Dire il Tempo” e la mostra dedicata a Luigi Pericle (1916 – 2001) “Beyond the visible”. Se la prima rientra in un dialogo diretto nel piano nobile, la retrospettiva di Pericle si abbina perfettamente nelle sale dell’architetto Carlo Scarpa. In occasione delle celebrazioni per i 150 anni della Fondazione Querini Stampalia, le tre rassegne d’arte tracciano, dunque, evoluzioni moderne e contemporanee per possibili risposte a misteri umani della vita e del tempo. Le opere di Roman Opalka (1931 – 2011) poste nella sala della Musica, della Maniera e nel corridoio ripercorrono le fasi salienti del personale iter artistico. Dagli esercizi di formato piccolo, concepiti per definire l’irreversibilità del tempo, si passa alla serie denominata Détail (135327, 1965 – 5603154/5607249 del 2010/11) grazie alla presenza del primo e dell’ultimo lavoro per un ciclo caratterizzato da 237 opere. Nel corridoio, invece, è posta un’installazione di fotografie e registrazioni. Dal 1972, Opalka mappa l’incedere del tempo sul suo corpo, creando diversi autoritratti su foto che, concettualmente nella loro determinatezza, divengono infiniti. Simultaneamente, la sua voce non è altro che una testimonianza sonora attestante l’incedere degli eventi lungo una sequenza di pensieri. L’installazione, tra foto e suoni, fu pensata per creare una maggiore sensazione del fluire del tempo. Mariateresa Sartori nel Portego, nella sala della Mitologia, Stucchi e Antiquariato, nel Boudoir, nella stanza degli Armadi propone una ricerca concettuale caratterizzata da fotografie, audio libri, video e tecniche miste su carta. Ogni singola sezione tematica assume significati e messaggi diversi partendo dall’analisi dei flussi pedonali, da testimonianze di vita grazie a fotografie stenopeiche, da suoni che sostituiscono il linguaggio, dalla disamina di connessioni tra musica e modi di comunicazione, fino a una rappresentazione segnica dei flussi temporali in un figurato ascolto. La retrospettiva “Beyond the visible” pone all’attenzione un’artista e un’intellettuale rimasto nell’oblio dopo la sua morte: Luigi PericleGrazie all’azione dell’omonima associazione/archivio sorta successivamente all’acquisto della sua abitazione, rimasta chiusa per 15 anni non avendo eredi, da una nuova proprietà che rinvenne opere e scritti, l’esposizione cerca di aprire una definizione e una messa in luce del suo intero iter. Pericle, nel momento in cui stava avendo dei benefici attraverso la personale ricerca, nel 1965 decise di passare a una vita riservata fatta di studi in astrologia, arte egizia, filosofia e letteratura. Pericle (Basilea 1916 – Ascona 2001), proprio da quest’ultima città svizzera del Canton Ticino assorbì quel fermento intellettuale che negli anni si definì nel “Monte Verità”, divenuto successivamente la “collina dell’utopia”. La mostra, presso la Fondazione Querini Stampalia, unisce a una produzione pittorica astratta, testimonianze di ulteriori approfondimenti in qualità di illustratore e ricercatore. Amava affermare che “l’essenziale è ciò che non viene dall’artista, ma attraverso l’artista”: ergo Luigi Pericle.

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Fondazione Querini Stampalia, Venice 2019, Roman Opalka exhibition, photo by Alain Chivilò

 

Fondazione Querini Stampalia, Venice 2019, Luigi Pericle exhibition, photo by Alain Chivilò

 

Fondazione Querini Stampalia, Venice 2019, Mariateresa Sartori exhibition, photo by Alain Chivilò